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Festa della Bombetta di Martina Franca: dove la brace racconta una storia

Festa della Bombetta di Martina Franca: dove la brace racconta una storia

Immaginate una piazza. Non una qualsiasi, ma una pietra viva nel cuore della Valle d’Itria, dove l’aria profuma di carne arrotolata, formaggio fuso e vino sincero. È qui, tra le strade nobili di Martina Franca, che si accende – letteralmente – la Festa della Bombetta, evento gastronomico che ogni anno unisce fuoco, sapore e appartenenza.

Una piccola bomba di gusto… e identità

Non è solo cibo: la bombetta è un simbolo. È l’involtino rustico che nasce povero, ma si fa re della brace. Capocollo di maiale, una spolverata di sale e pepe, e un cuore di formaggio pugliese che, alla prima forchettata, si scioglie come un segreto sussurrato tra le case bianche del centro storico.

Ma ciò che la Festa celebra non è solo il prodotto: è il rito. Quello del fornello acceso, del tempo lento, della socialità costruita intorno alla cottura.

Dal 29 agosto al 1 settembre 2025: quattro giorni tra fumo e folklore

Quest’anno, la seconda edizione promette di superare la leggenda. Piazza d’Angiò diventa un’arena del gusto, e ogni serata è una cartolina diversa:

  • Il giovedì si apre con i suoni vintage dei Blusettanta, tra disco e revival.

  • Il venerdì è affidato a Mirko Casadei, figlio della Romagna che balla e canta.

  • Il sabato si torna adolescenti con il party anni ’90 di Novanta per una notte.

  • La domenica chiude con i Terraròss, custodi della musica popolare del Sud, e delle sue radici.

Quando il sapore diventa cultura

Non solo musica e brace: domenica 31 agosto, la Festa accende anche il cervello. Un workshop – che sembra più un salotto aperto – riunisce istituzioni, produttori, professori e associazioni per parlare di bombette, ma anche di futuro.
C’è l’Assessore regionale, il Sindaco, Slow Food, e chi da anni difende i sapori veri come patrimonio immateriale. Non è retorica: è politica del gusto.

A margine dell’incontro, vengono assegnati due premi simbolici:

  • Il Premio “Ninuccio Lasorte”, dedicato a chi ha reso la bombetta un emblema.

  • Il Premio “Vito Serio”, per i maestri del fornello, gli artigiani del fuoco.

Festa vera, ingresso libero

In un mondo dove tutto si compra, questa festa è libera. Nessun biglietto da pagare, solo occhi da aprire e stomaco da riempire. È una festa che non fa distinzione: accoglie chi è pugliese da sempre, chi lo è solo per qualche giorno, e chi arriva per caso e se ne va con un amore nuovo, cotto alla brace.

Nel labirinto barocco di Martina, la bombetta non è una moda passeggera. È il risultato di mani sapienti, di storie tramandate, di una cucina che sa restare vera anche quando diventa evento.
La Festa della Bombetta è l’occasione perfetta per ricordarsi che il cibo può ancora raccontare la verità di un popolo. Basta un morso, e tutto ha senso.